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Protesi al seno, in 50 anni ecco come è cambiata

Compie 50 anni la protesi al seno e se li porta bene! In tutto questo tempo non solo non è mai caduta in disuso ma è migliorata e ha cercato vie sempre più sicure per ridare la bellezza perduta alle donne che lo desiderano.

Il primo in assoluto ad avere l’idea fu Frank Gerow, medico texano che nel 1962, maneggiando una sacca per la raccolta del sangue ebbe la sensazione di toccare un seno femminile e cominciò a valutare l’ipotesi di rimpiazzare con simili “sacche” il seno vero e proprio. Sperimentò quindi la sua idea su una giovane trentenne che doveva sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica per le orecchie a sventola, e che si prestò a far da cavia anche per questo. Il risultato le portò tanti benefici (soprattutto in fatto di ammirazione maschile) che il successo della nuova invenzione fu dirompente. Da allora molto è cambiato e vari tentativi sono stati fatti, trattando il riempimento del seno con i più variegati materiali ( poliuretano, cartilagini, spugne, legno e persino sfere di vetro!) fino al silicone.

Dopo lo scandalo delle protesi difettose, però, si torna a parlare di auto-trapianto di grasso, ovvero di riempire il seno con grasso preso dai fianchi o dalle natiche della stessa paziente che così otterrebbe due risultati in una volta: dimagrimento dei fianchi e aumento del seno! Le protesi al seno però sono anche molto utili per le donne che subiscono l’asportazione dovuta al cancro e perfino per omosessuali che vogliono cambiare sesso e trasformare il proprio corpo; insomma, in così tanti anni hanno ridato il sorriso e la fierezza della propria femminilità a tante persone.

admin

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