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Gravidanza: si indaga a Roma sulla perdita di embrioni congelati

La notizia ha fatto scalpore, alimentando di nuovo polemiche mai sopite sulla procreazione assistita e i metodi di conservazione di ovuli e seme. Il 24 marzo, presso il centro di conservazione dell’ospedale San Filippo Neri di Roma, qualcuno rileva una “anomalia” nel sistema di refrigerazione che congela gli embrioni: strani rumori dal coperchio del serbatoio. I controlli, tuttavia, danno esito negativo. Tutto a posto.

Tra domenica e lunedì, il livello di azoto che serve per la refrigerazione scende di colpo di quasi 300 gradi ma nessuno si preoccupa di intervenire perchè il serbatoio avrebbe una autonomia di 48 ore, per cui si può pensare con calma sul da farsi. Ma il martedì mattina il livello è sceso ancora e il personale si accorge che il materiale biologico conservato è andato perduto: ben 94 embrioni, 94 bambini che non nasceranno mai e che gettano nella disperazione le coppie che tanto speravano di poterli utilizzare.

Su questo grave incidente si sta indagando con ogni mezzo. Ieri il ministero ha inviato ispettori per ricostruire l’incidente nel dettaglio e capire i provvedimenti da prendere. L’ispezione è durata sette ore e sono stati ascoltati i testimoni e i tecnici che hanno avuto un ruolo nella vicenda. I primi risultati fanno pensare che il tutto sia dovuto ad un malfunzionamento della valvola del serbatoio ma si stanno approfondendo altri punti dell’indagine per assicurare che non vi siano errori umani considerevoli.

admin

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