Home » Benessere » Psicologia: il passaparola funziona, ma non per chi lo fa

Psicologia: il passaparola funziona, ma non per chi lo fa

Interessante studio, quello condotto dagli psicologi canadesi della Alberta School of Business, che hanno analizzato come lavora il cervello -e quali emozioni ci regala- quando riferiamo una notizia ad altri. Quando, insomma, facciamo il “passaparola”.

Utile metodo di diffusione di notizie, molto conosciuto nei piccoli centri come “pettegolezzo”, il passaparola al giorno di oggi si usa anche per farsi conoscere in ambito lavorativo e pare che funzioni meglio di un curriculum. Inoltre, grazie al passaparola, locali ed eventi si fanno pubblicità …. gratuitamente e velocemente. Ma è davvero tutto positivo, ciò che nasce da questo modo di comunicare? A quanto pare no, soprattutto per chi lo fa.

Dagli esperimenti effettuati, si è visto che man mano che le persone diffondevano una notizia il potere emotivo della stessa diminuiva gradualmente fino a spogliarsi di ogni interesse, dopo un certo periodo. In poche parole, se tornate entusiasti dall’ultimo film di Woody Allen, o dalla nuova pizzeria aperta in centro, se avete appena assistito ad un concerto favoloso e andate a dire in giro quanto vi siete divertiti … man mano che i vostri amici acquisteranno entusiasmo, voi lo perderete. Di conseguenza, per chi usa il passaparola come mezzo pubblicitario, c’è un rovescio della medaglia: per ogni cinque nuovi clienti che guadagni, ne perdi uno o due, cioè proprio quelli che hanno diffuso la notizia. Il loro cervello, “scaricando” l’entusiasmo iniziale troverà il prodotto sempre meno interessante e potrebbe indurre il soggetto a non usarlo mai più!

admin

x

Guarda anche

Ecco tutti i danni di San Valentino

Festa romantica, festa sognante, festa dell’amore … Macché! San Valentino a volte può essere deleterio, ...

Condividi con un amico