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Anoressia (anche maschile): forse la causa è in un'anomalia cerebrale

Si parla sempre e solo di anoressia femminile, di giovani donne che si lasciano morire di fame per l’ossessione della linea. Ma pochi sanno che sta aumentando tragicamente anche l’anoressia maschile. Complessivamente, solo lo scorso anno, sarebbero stati 228 gli uomini ricoverati per disordini alimentari contro i 108 nel 2001.

Il problema, per gli uomini, è l’orgoglio e la vergogna che impediscono loro di ammettere una “debolezza” e dunque a trascurare un problema che ha le stesse basi e le stesse origini di quello femminile. Depressione? Ossessione? Stress? Ansia? Dall’Inghilterra, precisamente da una ricerca condotta al Great Ormond Street Children’s Hospital, arriva una possibile risposta. Forse la causa scatenante di questo disturbo alimentare è dovuta ad un’anomalia del cervello.

Analizzando il comportamento di alcune pazienti colpite da anoressia, anche le frequenti ricadute e le modalità con cui alcune guarivano e altre no, i ricercatori inglesi hanno evidenziato in tutte un cattivo funzionamento dell’area dell’insula, ovvero quella zona del cervello preposta al controllo e alla gestione dell’immagine di sé e alla percezione del proprio corpo. Un difetto genetico che nasce con loro e cresce, esplodendo a dismisura proprio nel periodo più delicato della vita, quello del cambiamento adolescenziale. Intervenire su questo difetto potrebbe risolvere il problema alla radice e cambiare il comportamento della persona, che a quel punto non è semplicemente “depressa” ma “geneticamente predisposta”.

admin

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