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Giovani e salute: monitorare ogni rischio

L’età adolescenziale si è spostata di molto, in questi ultimi 30 anni. Mentre negli anni Ottanta, i ragazzi di 23 anni si sentivano già adulti e pronti a far famiglia, al giorno di oggi rimangono “bambini” fino ai 30 anni e oltre. L’insicurezza dovuta alla crisi economica e del lavoro, li spinge a cercare rifugio nei sogni adolescenziali fino a tarda età. Ed ecco come mai, spesso, si hanno comportamenti da sedicenni in giovani adulti anche vicini alla trentina.

Nel campo della salute, questo si traduce in rischi gravissimi. Infatti, un adolescente affronta la vita con poca attenzione, evitando le regole e facendo di testa propria un po’ tutto. E i drammi tipici dell’adolescenza (disturbi alimentari, suicidio facile, incidenti stradali, droga e alcol) si trascinano anche in esseri adulti che dovrebbero mostrare una certa maturità. I dati diffusi dall’Unicef e da una ricerca dell’università di Melbourne (Australia) lo dimostrano: mentre è in forte calo la mortalità infantile e neonatale, è stabile o in leggero aumento quella giovanile.

Le città sempre più grandi e pericolose, la libertà di movimento, la globalizzazione delle informazioni personali … sono tutti gesti che mettono allo scoperto i giovani, che li espongono ai pericoli del mondo spesso senza che le famiglie sappiano nulla. Non hanno attenzione nei riguardi del sesso, delle malattie sessuali, della propria salute. Quasi nessuno fa controlli annuali e non conoscono proprio ginecologi e andrologi. Quando si ammalano, inoltre, non parlano nè con i genitori nè con altri adulti competenti… sperano di risolvere tutto “tra loro” con la conseguenza che si trascurano e si aggravano. Non hanno freni nell’alimentazione, per cui molti di loro sono obesi e altri , “pentiti”, diventano anoressici o bulimici. E’ compito importante di famiglie e istituzioni vigilare su questi “nuovi adolescenti” per salvar loro la vita.

admin

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