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Psicofarmaci: i giovani li usano … male!

Una volta erano scambi tra amici, “soffiate” interessanti su prodotti da prendere per dormire meglio, per calmare le ansie da esame o per studiare tutta la notte. Oggi sono i genitori stessi a somministrare ai figli gli psicofarmaci, senza prescrizione medica e senza criterio, creando danni inimmaginabili.

Cresce l’uso di psicofarmaci tra i giovanissimi, lo confermano le ricerche più recenti, ma il dato scioccante riguarda appunto il fatto che siano madri e padri a somministrarli. Lo fanno, a modo loro, a fin di bene per “calmare ragazzini troppo vivaci”, per “tirare su quelli più malinconici” o semplicemente per calmare le loro ansie. Dopo le polemiche scoppiate in USA sull’uso di farmaci per “moderare” il carattere di ragazzini vivaci, adesso si scopre che l’abitudine è diffusa anche lontano dai riflettori.

L’Università di Torino ha scoperto questo triste fenomeno intervistando 600 studenti delle scuole medie, ma la ricerca conta di arrivare a 2000 soggetti intervistati. Incuranti del fatto che le prescrizioni mediche per gli psicofarmaci sono molto severe e limitate, se riguardano adolescenti, i genitori moderni passano ai propri figli pillole e flaconcini senza nessun freno. Così, oltre a rischiare reazioni allergiche o reazioni spropositate rispetto al problema, educano i ragazzi a dipendere da un medicinale e non dalle proprie forze. Saranno, questi, dei soggetti non in grado di affrontare la vita fidandosi di loro stessi e dunque non potranno mai rendere al meglio nel lavoro, nella vita sentimentale e in famiglia.

admin

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