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Mente e corpo: nel traffico del mattino, il cervello va meglio

Un gruppo di psicologi di Prato, in Toscana, ha intervistato 560 persone, uomini e donne di varie età (25-65 anni) riguardo la loro attenzione alla guida e il gusto di guidare il mezzo di trasporto che usavano più di frequente. Il risultato è stato inaspettato e collegato più agli orari biologici che alle ore di punta!

Oltre il 50% degli intervistati ha dichiarato che preferisce il traffico del mattino, le lunghe code per recarsi a scuola o al lavoro. Paradossalmente, hanno l’impressione che stando imbottigliati nel traffico del mattino il cervello si attivi prima e meglio. Non solo perchè deve elaborare strategie di “fuga dalla fila”, ma anche perchè, mentre si cammina a passo d’uomo, si ha il tempo di affinare progetti lavorativi o di pianificare la giornata. Solo il 10% preferisce guidare nel traffico della sera e in pochissimi -stranamente!- preferiscono la notte, l’alba o il primo pomeriggio, con le strade libere.

Naturalmente il mezzo che si usa fa la differenza. Per chi ha un’auto base, senza confort, far la fila è una tortura che deve finire presto, mentre per chi ha aria condizionata e autoradio si può prendere con più calma. Lo stesso per chi ha auto piccole e scomode o per chi ha mezzi comodi e larghi. Tutti desiderano sedili ergonomici, auricolari per i cellulari e pedali di guida più comodi. La comodità, unita allo stimolo delle situazioni esterne, permette al cervello di entrare in funzione molto prima di una normale giornata di riposo e dunque permette di arrivare più pronti sul posto di lavoro.

admin

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