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Sesso: quando la violenza genera comportamenti sconsiderati

Una persona (donna o uomo) che subisce violenza sessuale viene talmente ferita nella propria dignità, nell’anima e nel corpo, da auto-convincersi che ormai nulla ha più importanza e si comporterà di conseguenza. Una scelta pericolosa, che può portare al suicidio, all’annullamento sociale oppure a comportamenti sconsiderati nel campo sessuale.

Lo ha evidenziato un gruppo di ricerca del Miriam Hospital’s Centers for Behavioral and Preventive Medicine negli Stati Uniti, analizzando il comportamento di 481 soggetti (in prevalenza donne) vittime di violenza sessuale. Queste vittime, con l’andare del tempo, si lasciano andare e trattano il sesso come una cosa senza importanza, per se stessi e per gli altri: non usano preservativi nè anticoncezionali, spesso assumono droga o alcol per stordirsi prima di un rapporto sessuale (per non rivivere l’esperienza dolorosa della violenza), cambiano partner facilmente.
Una reazione psicologica di auto-distruzione che può raggiungere lo scopo. Possono infatti rimanere vittime di malattie veneree, di infezioni, di contagio da HIV e papillomavirus, oltre a finire dipendenti di alcol e droghe. Ma possono anche “infettare” i partner che poi sceglieranno per la vita, dato che la loro indifferenza alle regole è una sorta di apatia per la vita che è stata loro bruciata da uno stupratore. Non si devono sottovalutare gli effetti di una violenza, anche nelle persone che sembrano “essersi riprese” alla grande e aver affrontato la vita con forza. Una forza che a volte nasconde un dramma ancora in corso.

admin

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