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Cancro, dal 1985 l'ospedale a domicilio per i casi più gravi

Ha una laurea in medicina, quattro specializzazioni, 856 lavori scientifici e monografie pubblicati e un sacco di idee geniali. Tra le quali quella di portare l’ospedale a casa di chi non può più muoversi. L’ideatore del progetto O.D.O. (ospedale domiciliare oncologico) è un “giovane” ottantenne di Bologna, il professor Franco Pannuti.

Medico vecchia maniera, di quelli che ancora vedono al centro della missione il paziente e non la carriera, il professor Pannuti ha prestato la sua opera ai malati finché ha avuto la possibilità di farlo personalmente … quando poi il tempo e il troppo lavoro non glielo hanno consentito ha messo su O.D.O. , con l’aiuto di “altri dodici matti” come chiama i suoi collaboratori. Era il lontano 1978, quando è nata l’idea, il 1985 quando è partita concretamente (con il nome Fondazione ANT) e adesso i “matti” sono molto più di dodici.
Assistono i malati di cancro a domicilio, con parcelle che costano molto meno di quelle standard del servizio sanitario nazionale e con tempistiche e modalità che vengono concordate anche con la famiglia del paziente interessato. E ad oggi sono 87.000 le persone che sono state assistite con ogni attenzione nella parte terminale della loro malattia, lasciandole nel loro ambiente confortevole e familiare. Un’azione che il professore chiama EUBIOSIA , l’opposto di eutanasia. Contro la morte non c’è potere scientifico che tenga, ma c’è la mano e il cuore del vero medico che può comunque alleviare il male, regalare gioia e serenità anche quando non c’è più speranza. Una missione che rende il professor Pannuti e il suo O.D.O. un’opera preziosa che il Ministero dovrebbe finalmente considerare di più e aiutare come merita.

admin

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