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Attacco di panico, oggi sempre più diffuso. Cosa fare?

Un fantasma che si chiama panico. Un fantasma che ha quattro volti, tutti terrificanti. Sono infatti almeno quattro i livelli di attacco di panico identificati dai medici: quello cosiddetto “completo“, che si manifesta con terrore e multipli sintomi fisici; il “disagio” con pochi -ma decisi- sintomi come la tachicardia; il terzo, è “l’ansia della crisi in arrivo“, anche se poi non si manifesta; infine, il “pre-panico“, ovvero il malessere diffuso e inspiegabile che precede la tempesta.

Di recente, la Fondazione Internazionale per il Sostegno della Ricerca in Psichiatria è tornata a puntare su questo problema, sempre più diffuso in occidente e -con la crisi economica galoppante- diffusissimo in ogni fascia di età. Un tempo gli attacchi di panico erano tipici delle donne, oggi riguardano tutti, anche uomini, anche persone molto giovani. Chi soffre di panico tende a isolarsi , a evitare luoghi e situazioni e soprattutto si affida a una o due persone di cui si fida ciecamente escludendo il resto del mondo.

La terapia per curare questo problema -salvo nei casi più gravi, in cui intervengono i farmaci- è principalmente psicanalitica. Il terapeuta deve aiutare la persona ad affrontare il problema, conoscendo passo dopo passo tutti gli ostacoli che la bloccano e facendo in modo di superarli pian piano. Oggi, poi, esistono nuove tecniche sia di rilassamento, sia di concentrazione ma anche con l’aiuto delle simulazioni virtuali (ad esempio in caso di paura dell’aereo, di vertigini, ecc.) che permettono alla persona di sperimentare la situazione sotto la guida del terapeuta e di abituarsi man mano ad essa e al modo migliore per vincere il disagio.

admin

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