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Una ginecologa denuncia: "Altro che Ru486 … in Italia non si può scegliere sulle gravidanze!"

“L’aborto è un problema morale, ma anche una questione sociale e culturale. Bisogna rispettare le scelte” così parla Giovanna, una ginecologa figlia di ginecologa che ha aiutato a nascere tanti bambini e allo stesso tempo ha interrotto gravidanze. Giornate normali, le sue, il lavoro ospedaliero, la famiglia … e un cruccio: in Italia non si può scegliere sulla gravidanza.

A farle dire questo la sua esperienza personale, di medico “non obiettore” (cioè che non rifiuta di praticare aborti), a quanto pare una caratteristica che impedisce di far carriera nel Paese in cui la morale domina anche sulla scienza. Lei ha sempre aiutato le donne, sia che volessero diventare madri sia che volessero interrompere la gravidanza. Lo faceva volontariamente, prima, poi nelle cliniche private. Aiutava soprattutto le donne straniere, spesso lasciate sole con questi problemi.

Nonostante tanto rumore fatto per l’avvento del farmaco abortivo RU486, la verità, secondo Giovanna, è che in Italia comandano ancora i medici obiettori che rendono la vita complicata alle donne che invece scelgono di abortire. Basti pensare che nel Lazio, solo il San Camillo di Roma ha adottato il farmaco e per utilizzarlo le donne devono subire una lunga trafila prima del ricovero … molto scoraggiante. Tante pazienti vanno all’estero, se hanno i soldi, le più povere o le immigrate invece tentano da sole. E spesso muoiono. Al di là delle opinioni personali e dei dettami ideologici, dice la dottoressa, la scelta che ogni donna fa sul proprio destino dovrebbe essere per lo meno oggetto di attento esame, se non di comprensione.

admin

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