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Psicologia: come affrontare la bocciatura di un figlio

Tempo di esami, piccoli o grandi, media, maturità, debiti formativi o patente che sia … c’è uno spettro in agguato: la bocciatura. Se siamo tutti preparati a far festa per una promozione, affrontare la delusione di qualcuno a noi caro è un dramma … soprattutto se siete genitori e avete davanti un figlio che è stato bocciato.

Spesso le bocciature sono inspiegabili e capitano anche a ragazzi fino a un attimo prima bravi e impegnati. Il problema, per molti adolescenti, è soprattutto il cambio di scuola e di metodo di studio. Non è raro un calo ai primi anni del liceo, o nel passaggio tra il “fatidico” terzo anno e gli ultimi due. Se il ragazzo svogliato si aspetta un fallimento, quello bravino ne rimane traumatizzato e spesso segnato profondamente. Ecco dove deve intervenire il genitore.

Per prima cosa, evitate di spogliare il ragazzo di ogni responsabilità: abolite frasi come “quel professore non sa quel che fa”. C’è stata una bocciatura, quindi c’è comunque una minima colpa di vostro figlio… anche se si tratta di lievi distrazioni o peccatucci veniali. Siate severi, ma senza eccedere. Insomma, abolite anche i sensi di colpa inutili. Se il ragazzo è stato sempre responsabile e bravo, lavorate insieme a lui per cercare una soluzione (lezioni private, cambio di metodo, ecc.), rendendolo partecipe della “ricerca della cura”. Se invece si tratta di svogliatezza e menefreghismo, siate duri e proibite divertimenti e perdita di tempo, aiutando però il figlio a svolgere il proprio dovere sotto il vostro occhio attento. O magari facendolo aiutare da un educatore esperto.

admin

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  1. DOPO UNA BOCCIATURA SCOLASTICA, CHE PER UN RAGAZZO NON E’ MAI UN BEL MOMENTO BISOGNA INCORAGGIARLO A STUDIARE IN MODO PIU’ CONSAPEVOLE, EVITANDO SIA DI PUNIRLO TROPPO SEVERAMENTE CHE DI COLPEVOLIZZARE DELL’ACCADUTO SCUOLA ED INSEGNANTI.

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