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Bimbo morto in Toscana. Disidratazione o problema cardiaco?

La notizia del bambino di 11 anni morto ieri in Toscana durante una gita parrocchiale sull’Appennino ha fatto scoppiare polemiche dolorose, perchè chiunque abbia ragione rimane solo un fatto: una piccola vita stroncata, dal destino o dalla disattenzione.

Il bambino si è sentito male dopo una lunga camminata in montagna, ma è arrivato già morto all’ospedale. Le accuse parlano di poca organizzazione (nessuna protezione dal sole, poche scorte d’acqua) che avrebbero causato disidratazione … infatti anche altri compagni del piccolo sono stati male. Oppure potrebbe essere un difetto cardiaco congenito che però si è manifestato più in fretta per colpa del caldo e della fatica. In caso di difetto congenito, c’è poco che si possa fare per prevederlo. Ma la disidratazione no.

La disidratazione insorge quando il corpo elimina più liquidi di quanti ne assuma. Le conseguenze più gravi sono diarrea, vomito, febbre … ma bisogna saper cogliere anche i primissimi sintomi, quelli meno evidenti ma che se trascurati possono causare tragedie. Stanchezza, eccessivo arrossamento del viso, vertigini, mal di testa, assenza di salivazione (“Ho la bocca secca!”). In modo particolare i bambini e gli anziani vanno protetti in modo che nessuno di questi sintomi, nemmeno i più lievi, si manifestino. Il loro organismo è delicato e potrebbe non reggere questa fatica del corpo e arrivare allo svenimento o al collasso, come nel caso del bimbo toscano. E allora, quando andate in gita (a maggior ragione se avete bambini e anziani con voi) portate il doppio delle scorte d’acqua, fate sì che tutti abbiano un copricapo, fate pause frequenti all’ombra e fermatevi ogni volta che qualcuno dice di non farcela.

admin

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