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Nel futuro della lotta all'epatite c'è l'aspirina

Combattere uno dei cancri peggiori con una semplice aspirina? Un sogno che forse tanto sogno non è … ma una vera e propria scoperta fatta al San Raffaele di Milano (in associazione con i ricercatori di La Jolla, California) . Pare infatti che la normalissima pillola antinfluenzale, insieme ad un altro farmaco (clopidogrel) riesca per lo meno a ridurre l’insorgenza di tumori legati all’epatite virale.

L’epatite virale, nella sua forma cronica, è causata da un virus molto potente che non si riesce a fermare … nemmeno sotto il massiccio attacco dei linfociti T, i quali infatti rimangono in circolo più a lungo del solito, continuando a dar caccia al nemico. Si accumulano così dentro il fegato, portati dalle piastrine, e questo porta a diverse forme di tumore. Questo accumulo, a quanto pare dagli esperimenti effettuati a Milano, viene ridotto sensibilmente dall’assunzione di aspirina e clopidogrel combinati e il soggetto vive più a lungo. Finora si è testata questa nuova cura su topi con epatite già avanzata. Si dovrà tentare di vedere gli effetti anche su quelli in fase iniziale.

Si partirebbe da qui per studiare una cura definitiva che salverebbe la vita a 600 milioni di persone nel mondo. Il contagio dell’epatite B e C avviene con il contatto con sangue di persone infette e la malattia si manifesta dopo 2-4 mesi, con sintomi (nausea, inappetenza e ittero) che però si manifestano solo allo stadio avanzato, mentre agli inizi non viene segnalata da nessun disturbo e dunque la persona non sa nemmeno di averla. L’epatite cronica, invece, ha un’incubazione che va da 6 mesi ad alcuni anni e porta complicazioni immediate, come appunto il tumore al fegato.

admin

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