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Mente e corpo: la dislessia, "difficoltà" oppure "malattia"?

Più volte capita, anche su queste pagine, di parlare di Dislessia … ovvero quella difficoltà che hanno alcune persone a leggere velocemente e correttamente ad alta voce. Un tema discusso, osservato, contestato e abusato, tanto è vero che in molte (troppe!) scuole viene chiamato “dislessico” con troppa fretta anche un ragazzino che passa un semplice, transitorio periodo di “pigrizia” della concentrazione.

Capire la dislessia non è facile, capire se si possa chiamare malattia oppure no, lo è ancor meno. Lo esclude categoricamente l’associazione che se ne occupa, l’AID, definendola semplicemente “una difficoltà” causata da un’alterazione neurobiologica. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità libera questo termine dal pesante fardello del significato “malattia”. I dislessici, ribadiscono, non sono persone malate, sono soggetti che raggiungono con maggiore sforzo fisico e mentale traguardi che altri raggiungono molto prima. E tuttavia, la dislessia viene definita “malattia” ancora da molte fonti in giro per il mondo. Nelle ricerche straniere (ad esempio in quelle americane) si parla di dislessia in termini di “deficit cerebrale” o di “anomalie in alcune aree del cervello”, il che fa propendere verso l’idea che si tratti comunque di una malattia, ovvero di un disturbo a cui porre rimedio con delle specifiche cure.

Sul sito Hive Health la dislessia viene così indicata: “la malattia che colpisce dal 5 al 17% dei bambini” e su numerosi siti di informazione scientifica italiana così si legge: “la dislessia è una patologia che colpisce principalmente i bambini” oppure “Sappiamo che questa è una malattia complessa…”, a firma anche di professori di psicologia e psichiatria di note università italiane.
E’ naturale che esiste una grossa differenza tra malattia e difficoltà, ed è giusto che i dislessici portino avanti la loro battaglia per far capire che non si tratta di qualcosa di patologico, ma di una caratteristica innata di molte persone. Tuttavia la polemica va avanti, e con essa anche lo studio su questo misterioso “problema”, se vogliamo usare un termine neutro che non faccia male a nessuno. Perchè, che sia patologico o meno, si tratta comunque di qualcosa che rende la vita di chi ce l’ha leggermente in salita e tutti sappiamo che alle salite si preferiscono sempre le discese, perchè rendono tutto più leggero. Dunque, anche se non si tratta di una malattia, è giusto cercare di aiutare chi è dislessico a risolvere questa difficoltà di lettura con ogni mezzo.

admin

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