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La battaglia dei Crisafulli, per i diritti alla cura dei malati, arriva in Vaticano

La storia di un uomo sfortunato, di una famiglia coraggiosa e di un Paese, l’Italia, dove sopravvivere a un incidente grave è peggio che morirvi. Salvatore Crisafulli, catanese di 46 anni, da nove vive semi-paralizzato dopo un grave incidente che l’aveva ridotto in coma per due anni.

Una storia che era iniziata come un miracolo, con Salvatore che esce dal coma proprio mentre i parenti discutevano sulla sua sorte, rivelando che se c’è una pur minima speranza può ancora diventare realtà. Ma da allora è stato sempre un calvario. Prima i problemi di assistenza domestica, poi le tante operazioni per cercare di ridare a Salvatore quanta più autonomia possibile, poi i “viaggi della speranza” inseguendo cure nuove e spesso costose. Infine l’ultima spiaggia: la voglia di tentare il trapianto di cellule staminali mesenchimali, che in Italia però è proibito.

Adesso l’uomo, che è padre di quattro figli, ha iniziato uno sciopero della fame insieme al fratello che si occupa di lui da tanti anni. Insieme hanno anche scritto al Papa, per supplicarlo di dare “il via libera morale” alle autorità italiane affinchè permettano l’uso di questa terapia che potrebbe risolvere molti dei problemi di Salvatore e dare speranze nuove a tanti altri nella sua situazione. Il fratello di Crisafulli, Pietro, è presidente dell’associazione SICILIA RISVEGLI ONLUS che tenta di dare diritti e cure, oltre che assistenza, ai tanti sopravvissuti a un trauma che combattono ogni giorno con problemi etici e burocratici come questi.

admin

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