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La Sanità è un "affare politico" … non solo al meridione

Spesso il meridione finisce ai “disonori” della cronaca per accordi, inciuci, e favoritismi nel campo della Sanità Pubblica ad opera di politici più o meno “influenti” sul panorama nazionale. La triste novità è che queste manovre riguardano tutto il Paese, non solo una parte.

Accade in Lombardia, infatti, che il direttore di un importante ospedale come Niguarda -finito nei guai per aver ricevuto un avviso di garanzia in un’inchiesta su forniture sanitarie- non venga fatto dimettere in attesa di chiarimenti ma soltanto spostato di sede. All’ospedale Sacco di Milano. Al suo posto subentra un uomo del PDL, ma sostenuto anche dalla sinistra.

In base alle nuove alleanze politiche, succede anche che Maria Cristina Cantù, leghista dell’area di Maroni, dopo essere stata trasferita all’ospedale di Gallarate ottiene un incarico di prestigio all’Asl di Monza. Un totale di 29 ospedali e 15 ASL della Lombardia hanno visto dunque “girare le poltrone” in base alle esigenze di partito e alle alleanze del momento. Ci si domanda se questi criteri di selezione e assegnamento dei ruoli tengano in considerazione anche l’efficienza e il buono o cattivo lavoro svolto dalle singole persone nei confronti dell’ambiente sanitario.

admin

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