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Superstizioni: un pericolo per mente e corpo

Oggi è venerdì 17, sinonimo in Italia di sfortuna, disgrazia, paura. Così come il gatto nero che taglia la strada, la scala sotto cui mai si deve passare, lo specchio che non si deve mai rompere. Non ci si sposa di lunedì, e non si parte nemmeno. E chi siede all’angolo del tavolo rischia di morire.

Le superstizioni ci perseguitano dai tempi antichi, solo che prima avevano un senso, oggi non più. Esse infatti nascono da ammonimenti veri, reali, spiegati però secondo l’ingenuità popolare come “sfiga”. Il gatto nero che taglia la strada non porta sfortuna in sé … ti dice solo stai attento, perché puoi avere un incidente se cerchi di evitarlo di botto. Passare sotto la scala non porta sfortuna in sé, ti avvisa solo di stare attento che dalla cima della scala potrebbe cadere qualcosa. Lo specchio rotto non porta sfortuna, ma se ti tagli coi cocci ti fai male.
La superstizione è solo un modo “colorito” di dire: attento a ciò che fai. E’ un consiglio, non una maledizione. Andrebbe presa come tale, con una risata ma con un occhio di attenzione comunque in più. Uccide di più la PAURA della superstizione che la superstizione stessa. Infatti non sono rari i casi di persone che, dopo aver incrociato un gatto nero, per il troppo nervosismo sbandano o inciampano e si fanno male davvero. Ma per loro disattenzione, non per aver “raccolto la sfiga” dell’innocente animaletto. Buon venerdì 17 a tutti!

admin

0 Commenti

  1. Ottimo articolo bravo

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