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Risveglio dal coma: aprire gli occhi non basta

Nei film lo vediamo spesso e sembra tutto molto facile. Il malato riapre gli occhi, parla … ed ecco, si è risvegliato dal coma. Ma la realtà è molto più complessa e lunga e straziante.

Quando una persona “riprende coscienza” di sé e del mondo intorno a sé, dopo il lungo sonno del coma, non sempre lo fa aprendo gli occhi. Esistono malati che, pur avendo gli occhi aperti, sono assenti e del tutto estraniati dal mondo. Ci sono persone che muovono il braccio, che girano lo sguardo verso voci conosciute e tuttavia stanno ancora nel limbo sospese tra vita e morte. Per raggiungere un pieno risveglio, oggi si praticano tecniche diverse: dai farmaci, alla terapia stimolante sensoriale, alla stimolazione elettrica del sistema nervoso. Tutti metodi che richiedono tempi molto lunghi, che variano in base alla forza, alla capacità di ripresa e di reazione della singola persona. Per dichiarare un soggetto “sveglio dal coma” occorrono: risposta chiara a domande semplici, esecuzione di ordini, manipolazione di oggetti, linguaggio comprensibile e reazioni motivate a determinati stimoli. In assenza di uno solo di questi fattori non si può dire che la persona sia fuori dal coma … nemmeno se vi guarda e vi sorride.

admin

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