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Mente e corpo: il difficile cammino parallelo dei sessi durante la crescita

Quando si parla di crescita lo si fa spesso con molta leggerezza. Il bimbo smette il pannolino? E’ cresciuto. La ragazzina ha il primo ciclo, il ragazzino fa la prima rasatura? Sono cresciuti. In realtà la crescita è un percorso complesso e assolutamente differente tra maschio e femmina.

Paradossalmente, la donna pare abbia un cammino di crescita più facile rispetto all’uomo. Le bambine imitano la madre o la sorella maggiore, la copiano, si confrontano con lei per tutta la vita … come se camminassero su un binario ben dritto e definito. Il maschietto, invece, deve per prima cosa subire lo “strappo” dalla madre (“Lei è femmina, non è come me!”) e dunque cercare disperatamente altri modelli.

Di solito si identifica col padre, o con la figura maschile più vicina al proprio carattere, col quale però deve anche combattere per “conquistare” l’affetto materno, quel legame precocemente interrotto. L’aggressività tipica dell’uomo è dunque una sorta di affermazione di questa nuova via appena trovata, eppure anche qui il ragazzo deve subito imparare a controllarla, a non esagerare. C’è poi il confronto con gli altri ragazzi, con gli amici, sul sesso, il modo di vestire, i gusti personali … per evitare di apparire “strano” … che causa sofferenza nei giovani uomini. La conquista dell’età adulta è dunque un cammino molto più arduo per l’uomo che non per la donna. Ma per entrambi vale una sola regola: hanno bisogno di essere guidati dai genitori, dalla famiglia, dalla scuola. Guida che purtroppo al giorno d’oggi è latitante.

admin

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