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Psicologia: vacanze in città, senza ansia da confronto

La tanto odiata sfilata in spiaggia con tutti gli occhi addosso? La figuraccia dell’escursione in montagna col fiatone? O semplicemente il confronto con i viaggi altrui … che magari sono andati a Praga, Tunisi, New York mentre voi lì, tappati nella casetta del nonno a Ladispoli, o peggio, in città? Se tutto questo fino a due anni fa causava forti disagi e ansie nelle persone, quest’anno non più.

Contrariamente alla moda degli scorsi anni, quando molte persone per paura di perdere il confronto con gli amici FINGEVANO di partire (sigillandosi in casa per una settimana), questa estate appena trascorsa è stata vissuta meglio. La crisi economica ha costretto molte persone a restare in città e ad accontentarsi di vacanze vicine (piscina, pensioncina, parenti). Una situazione che però non è più vista come una vergogna ma anzi, al contrario, come esempio di saggezza.

Mostrarsi pratici, risparmiatori e dunque attenti alle esigenze della famiglia è considerato un pregio, adesso, e molti si vantano al contrario. Sei andato in Australia quando non hai nemmeno i soldi per pagare l’affitto?? Prendi esempio da me, che quest’anno mi sono organizzato nel campeggio a 5 chilometri da qui! Vivere le vacanze con questa consapevolezza ha fatto sì che la gente le vivesse anche senza stress, anche se, riferiscono gli psicologi, la preoccupazione rimane … per il futuro, per la situazione in generale. E anche nel pieno relax la gente continua a sognare terremoti, alluvioni e catastrofi. Segno di piena sfiducia nel domani.

admin

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