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C'è l'OK definitivo per il caso della piccola Celeste

Gli innocenti non devono pagare per le colpe di altri. Questa legge logica e universale è per fortuna diventata realtà nel caso della piccola Celeste, la bimba veneziana di 2 anni che da mesi combatteva, a Brescia, contro la terribile atrofia muscolare spinale grazie a una terapia a base di cellule staminali.

La terapia era stata sospesa, su ordine del ministero e dell’Agenzia del Farmaco, per alcune attività sospette relative alle cure somministrate nella struttura dove anche Celeste si curava e, in attesa dell’iter delle indagini, tutto si era dovuto fermare. Ma per la bimba quei giorni di “stop” significavano una corsa a precipizio verso una morte imminente. Per fortuna la sentenza del giudice di Venezia ha autorizzato il trattamento per un altro mese, in attesa di ulteriori decisioni.

Decisioni che sono arrivate ieri, con la dicitura che “bisogna distinguere bene tra cure compassionevoli in malato terminale e sperimentazione” e confermando che la piccola Celeste rientra nella prima categoria e ha bisogno di portare avanti questa terapia nella speranza che possa dare buoni risultati, per la sua salute e anche per la sperimentazione. E mentre i genitori della bambina esultano e continuano a sperare, il Ministero e l’AIFA fanno sapere con un comunicato che la sperimentazione di tali terapie presso la struttura di Brescia “non soddisfa, in ogni caso, i requisiti previsti dal Decreto 5 dicembre 2006 relativo ai trattamenti per terapia cellulare su singolo paziente”.

admin

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