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Alimentazione: bilanciare la dieta a base di pesce per non avvelenarsi col mercurio

E’ uno dei prodotti alimentari più consigliati per mantenersi giovani nel corpo, per tenere sane ed elastiche le arterie, per far bene al cuore e per sentirsi leggeri e carichi di energia. Ma il pesce, e soprattutto l’olio di pesce, possono nascondere insidie. Il tutto dipende dalla loro provenienza.

Se è vergo che gli omega-3 e alcuni metalli contenuti nel pesce sono utili per la salute di cuore e cervello, è anche vero che nel pesce pescato in ambiente naturale, a causa dell’inquinamento, questi metalli sono presenti in quantità troppo elevate. E dunque, mentre gli acidi grassi proteggono il corpo, i metalli in grande quantità lo avvelenano. L’allarme viene dai Paesi Scandinavi, da sempre grandi consumatori di pesce. In Svezia sono stati analizzati 1600 soggetti i quali hanno riportato livelli elevatissimi di mercurio nel sangue.

La soluzione è mettere da parte l’olio di pesce e consumare il pesce con una certa moderazione e con criterio. Ad esempio, consumare più trota, nasello e sardine e meno pesce spada o cernia. Oppure consumare il pesce spesso, ma alternando pesci da ambiente naturale e pesci da allevamento (come il salmone, il merluzzo, ecc.) in modo da compensare l’eccesso di metalli dei primi con l’equilibrio giusto dei secondi, senza intossicare il nostro corpo. Vietato esagerare anche con il tonno, che sebbene amico della nostra tavola è un pesce ricchissimo di livelli di mercurio, per cui mangiarlo una volta a settimana basta e avanza.

admin

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