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Caso Celeste: è "caccia alle staminali", ma il tribunale adesso frena

Come aveva ipotizzato il Ministero della Salute si sta verificando proprio quella “corsa alle staminali miracolose” che tanto si temeva. Ma come aveva ipotizzato il dottor Marino Andolina, che con le staminali a Brescia porta avanti le sue terapie, queste funzionano davvero e stanno facendo migliorare tanti bambini che altrimenti sarebbero morti.

La saggezza sta nel mezzo, naturalmente, ma quando è in gioco una vita occorre prendere la decisione giusta. Far continuare le cure alla piccola Celeste e alla piccola Smeralda ha significato vedere due esserini condannati all’immobilità e alla morte precoce che, invece, stanno sedute, si muovono e si fortificano ogni giorno di più. Molti altri genitori, in questi giorni, stanno ora chiedendo a gran voce la cura a base di staminali per i loro piccoli … ma non sempre ottengono esito positivo.

Il tribunale di Brescia, infatti, ha appena bocciato il ricorso di una coppia con una storia simile a quella di Celeste, giudicandola “non così grave”. Il problema sta proprio qua: se dei giudici possano decidere la gravità o meno di un caso patologico. E se delle cure in fase di sperimentazione possano essere sospese perchè, secondo una certa accusa, il laboratorio che le fa “non è adeguato a sperimentare”. Il dottor Andolina ribadisce che la sua è una missione, non un progetto lucrativo. Lui è un medico in pensione e non può finanziare le sue terapie senza un aiuto dallo stato. Quello stesso stato che al momento pare voler ostacolare la sua attività con queste sentenze.

admin

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