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Quarantenni cardiopatici: aumentano e non si curano

I problemi al cuore sono una piaga diffusa in tutto il mondo, in quello occidentale per gli eccessi e nei Paesi poveri per le troppe carenze alimentari. In un modo o nell’altro, il nostro cuore soffre e finisce con l’ucciderci, se non gli prestiamo attenzione. E noi “Paesi ricchi” che potremmo farlo, non lo facciamo ugualmente.

A lanciare l’allarme è l’AMERICAN JOURNAL OF CARDIOLOGY, ma sono i medici dell’Ospedale Mauriziano di Torino a confermarlo portando dati allarmanti degli ultimi anni. Le operazioni di angioplastica, di by-pass e comunque gli interventi a seguito di infarti vengono eseguiti sempre più su pazienti di 35 anni. Gente “giovane” che non dovrebbe manifestare questi problemi a questa età ma che invece ne ha sempre più in quanto non ha cura della propria salute.

Infatti, molte delle persone che tornano in condizioni disperate a farsi operare a circa 40 anni, erano già stati ricoverati o operati per problemi cardiaci ma, una volta dimessi, avevano ripreso i vizi di sempre … soprattutto il fumo e l’alcol … e non si erano più sottoposti alle visite di controllo e agli esami periodici. Una superficialità che un po’ rispecchia, in generale, un atteggiamento molto diffuso in Italia ma che, nel caso delle malattie cardiache, mette a serio rischio la vita. Dai dati in possesso dell’ospedale di Torino pare proprio che i quarantenni italiani non abbiano nessun interesse a star bene e giochino a scacchi volontariamente con la morte.

admin

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