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Un trattamento contro l'apnea notturna diminuisce il rischio di morte

L’apnea ostruttiva del sonno (OSA) è una malattia spesso sottovalutata. Inizia con il comune russare, non viene presa in considerazione se non come un fastidio notturno, ma a lungo andare può favorire l’insorgere di problemi cardiaci anche molto gravi. Non sono rari i casi in cui ha causato il decesso del paziente.

Uno studio spagnolo condotto presso l’Università La Fe e l’Ospedale Politecnico di Valencia ha individuato forse un modo di risolvere questo problema in maniera definitiva: un intervento (CPAP) che applica una pressione continua sulle vie aeree permettendo un miglioramento della respirazione. Su 939 pazienti anziani esaminati, una grave OSA curata senza il trattamento CPAP causava ugualmente un aumento del rischio di mortalità cardiovascolare. Gli stessi rapporti si sono visti, anche se in misura minore, nei soggetti più giovani di 60 anni.

Un secondo studio che ha seguito 65 pazienti anziani per 69 mesi, con trattamento CPAP applicato alla loro apnea ostruttiva del sonno, ha infatti dato ragione alla teoria spagnola: i soggetti coinvolti nella ricerca hanno tutti mostrato una significativa riduzione del rischio cardio-circolatorio e dunque un abbassamento del rischio di mortalità. Purtroppo però, rispetto alla ricerca precedente, il numero di soggetti è troppo basso e occorrerà valutare questi dati su campioni molto più ampi prima di decretare un risultato finale convincente.

admin

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