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Pillola "dei 5 giorni": in Italia la legge blocca la prescrizione

La pillola “dei 5 giorni dopo”, come viene in gergo chiamata la medicina a base di ulipristal acetato (UPA), è un contraccettivo di emergenza. Significa che, sebbene abbia un raggio di azione fino a 5 giorni dopo il concepimento, deve essere preso entro le prime 48 ore per avere una vera efficacia totale. Ma così non avviene, almeno in Italia.

Da noi, infatti, ben 7 ginecologi su 10 non possono prescriverla. Il motivo? La legge che obbliga medico e paziente a confermare prima un test di gravidanza su beta-Hcg, senza il quale è vietato dare la pillola. In Germania la legislatura in materia è molto simile a quella italiana ma non “obbliga” la paziente a fare il test, glielo consiglia solamente. In Italia invece è un punto fondamentale che però rallenta di molto le operazioni di prescrizione e, trascorse le 72 ore, la pillola non ha più l’effetto voluto.

Se sia un disguido o un modo creato appositamente per scoraggiare l’uso di questo farmaco non è ancora ben chiaro, ma certo è che i tempi del test impediscono la prescrizione della pillola e dunque la vendita del farmaco sta calando vertiginosamente. Se si può anche capire il tempo tecnico della legge, occorre però ricordare che la “pillola dei 5 giorni dopo” non è solo un capriccio per ragazzine incoscienti … ma a volte un aiuto per donne che restano incinte dopo uno stupro, o per donne che non possono portare avanti una gravidanza per motivi di salute.

admin

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