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Studio italo-americano apre il cammino per la cura della SLA

La Sclerosi Laterale Amiotrofica, o morbo di Gehrig, è una malattia che colpisce prevalentemente gli sportivi -non è ancora ben chiaro il perché- causando la progressiva degenerazione dei motoneuroni e quindi la paralisi dei muscoli fino a fermare definitivamente anche il cuore.

Si lavora da anni per determinare la causa certa di questa patologia e di conseguenza una cura, ma ancora non vi è nulla di sicuro. L’ultimo studio, condotto in parallelo tra l’Università del Massachusetts e quella di Milano (Centro Dino Ferrari) e l’Istituto Neurologico di Pisa, ha individuato un nuovo collegamento genetico per l’insorgenza della SLA. In modo particolare si è visto che il 3% delle persone malate di SLA presentava una mutazione del gene PFN1, il codificatore della proteina Profilina1.

La Profilina1 assembla quella che possiamo definire “impalcature” di actina nei microfilamenti che permettono il funzionamento dei motoneuroni. In assenza di questa proteina, o per una malformazione genetica che ne impedisca il funzionamento, si altera il legame dell’actina e quindi lo sviluppo delle cellule nervose. Il fatto che queste alterazioni siano genetiche, dunque innate, prevedibili, potrebbe dare un indirizzo nuovo alle ricerche per una cura della SLA e magari questa volta imboccare il percorso giusto per la soluzione.

admin

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