Home » Benessere » Frutta a scuola: per amore, non per obbligo

Frutta a scuola: per amore, non per obbligo

La frutta fa bene e occorre mangiarla, introdurla nell’alimentazione quotidiana. Ma non forzatamente. Non come pasto obbligatorio da consumare perchè “lo ordina qualcuno”. Occorre che si spieghino i benefici della frutta e che si insegni alle persone ad amarla. Imporla nelle scuole è un errore.

Parola di pediatra. Lo dice il dottor Italo Farnetani, criticando la proposta di imporre l’obbligo dello spuntino scolastico a base di frutta e basta, come qualcuno vorrebbe. E’ vero che spesso, durante lo spuntino, i bambini mangiano cibi “spazzatura”, fritture, grassi e simili che fanno tutt’altro che bene … e introdurre la frutta sarebbe un ottimo insegnamento. Ma bisogna farlo invogliandoli, non costringendoli.

Le ricerche hanno mostrato che il gusto per la frutta, nei bambini, è strettamente legato alla tradizione del loro territorio, per cui i bambini siciliani preferiscono gli agrumi alla pera, mentre i trentini preferiscono la mela al kiwi e così via. Se però in famiglia non si mangia frutta, il bambino non imparerà mai a mangiarla e ad amarla. Introdurre la frutta INSIEME alla merendina, al panino o alle patatine aiuta la psiche dei più piccoli a vederla come “un extra dolce in più” e non come una roba odiosa che si mangia per forza! Rendendola una scelta obbligata si otterrà l’effetto opposto: l’odio per quell’alimento.

admin

x

Guarda anche

Psicologia: ecco come “insegnare” le emozioni ai bimbi

  Brutto da dire, ma di questi tempi le emozioni “vanno insegnate”. Un tempo bastava ...

Condividi con un amico