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Sclerosi Multipla: curarla nella prima fase potrebbe rallentarne il danno

Il problema è nell’assone. E’ questa parte del neurone che trasmette gli impulsi elettrici che diventano comandi per il corpo ed è questa parte del neurone che, infiammandosi, si danneggia quando è in corso la progressione della Sclerosi Multipla.

La ricerca recente ha dimostrato che, contrariamente a quanto si pensava, questa malattia progredisce molto più in fretta agli inizi, quando i periodi di “quiescenza” sono ancora tanti -tra una ricaduta e l’altra- e il paziente sta bene, dunque non ci si preoccupa più di tanto. Invece bisogna agire proprio in questi primissimi periodi, perchè in questa fase il danno neuronale è ancora recuperabile. Più si lascia avanzare l’infiammazione e peggio è.

Si dovrebbe intervenire con i farmaci immunomodulatori nella fase iniziale della malattia, dunque, e non aspettare che siano comparsi i primi sintomi più gravi. All’Università Federico II di Napoli, uno dei centri all’avanguardia nella lotta alla SM, si indica come strada da seguire la somministrazione tempestiva e immediata dei cosiddetti “farmaci di prima linea”, i quali hanno dimostrato di agire meglio proprio nel primo periodo della malattia, anche se non esiste ancora una certezza definitiva su quale sia il momento migliore per ottenerne la massima efficacia.

admin

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