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Com'è cambiato il panorama sanitario dalla Scoperta dell'America ad oggi

Cinquecentoventi anni fa, esattamente il 12 ottobre 1492, Cristoforo Colombo raggiungeva quelle terre che lui erroneamente definiva “Indie”, mentre si scoprì in seguito si trattava del nuovo continente: l’America. Questa scoperta pose fine all’era medievale e aprì l’Era Moderna …. anche in medicina.

Nel Medioevo si moriva di malattie banali come l’influenza, il morbillo, la scarlattina e si moriva soprattutto di peste, a causa delle pessime condizioni di igiene. Un’altra malattia molto diffusa era la sifilide, trasmessa tramite rapporti sessuali occasionali e spesso in ambienti poco puliti. Invece era quasi sconosciuto il diabete, sia perché non si cucinavano molti dolci e sia perché se li potevano permettere solo i ricchi. La medicina era ancora legata a pratiche greco-romane e sebbene qualche novità venisse dai ricercatori monaci dei monasteri, il legame forte con le superstizioni della Chiesa impediva a molti medici di praticare.

Dopo la scoperta dell’America, vi fu uno scambio totale tra i due continenti. Gli europei portarono in America malattie come il vaiolo, la varicella e l’influenza (sconosciute ai nativi) e portarono con sé in Europa piante come il tabacco e il cacao, con le conseguenze legate al loro abuso … diversi tipi di cancro e un eccesso di grasso nelle arterie. Ma la scoperta di nuovi mali stimolò anche la ricerca scientifica e a volte anche qualche rimedio naturale –come la corteccia di salice, che gli Indiani usavano già come anti-dolorifico prima che diventasse Aspirina- divenne oggetto di scambio che migliorò il percorso della medicina.

admin

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