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Il cuore "ragiona" e ricorda

Il cuore di un feto di poche settimane comincia a battere già prima che il suo cervello sia formato e possa comandarlo. Questa intuizione, notata dagli studiosi del Hart-Math Institute (California), ha dato via ad una serie di studi atti a comprendere se il nostro muscolo più importante sia o meno “indipendente” dal cervello. E in un certo senso sembrerebbe di sì.

A livello scientifico si sono raccolte alcune prove, e altre se ne stanno studiando, dell’esistenza di una sorta di sistema nervoso “privato” che regola il cuore anche quando il cervello non può assisterlo. Si direbbe dunque che il cuore “ragioni” per conto suo … e allora perchè non potrebbe anche ricordare? Il dubbio viene ascoltando il racconto di tanti trapiantati di cuore che, pur senza sapere chi è il donatore, cominciano ad avere gusti, ricordi e tendenze anomali, mai provati prima, come se derivati da altre persone.

L’ipotesi è che il cuore porti con sé una “memoria cellulare”, ovvero un archivio di esperienze acquisite tramite le sensazioni (e i battiti che le hanno regolate) per cui è possibile che queste vengano trasferite ad una persona che ricevesse quell’organo in sé. Sono studi ancora da verificare, perchè potrebbe benissimo trattarsi di coincidenze o suggestioni … ma se fosse dimostrato che è vero si potrebbe rivoluzionare la scienza cardiaca profondamente e, a livello etico, si potrebbe ricominciare a discutere dell’esistenza o meno del concetto di anima!

admin

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