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ILVA Taranto. Diossina oltre i livelli di guardia pure nel latte

Il problema dell’ILVA di Taranto continua a occupare le prime pagine dei giornali. Al di là del dramma dei lavoratori che stanno per perdere il posto di lavoro si aggiunge il dramma di anni e anni di inquinamento che ha ormai pregiudicato la salute in tutta l’area.

L’ultima, in ordine di tempo, arriva da uno studio del Ministero della Salute sugli allevamenti bovini e ovini della provincia di Taranto, adiacenti alla zona incriminata. I dati rilevati sia sugli animali che sui prodotti latticini e casearei da essi derivati sono del 20% di diossina in più rispetto ai limiti di guardia previsti, che in alcuni casi arriva anche al 30% .

Nell’arco di 4 anni, inoltre, il livello di inquinamento da diossina e altri cancerogeni è variato in modo preoccupante su molti campi e aspetti della produzione (non solo agricola) della zona. L’azienda ha fornito documenti in cui illustra le bonifiche dei propri impianti e il conseguente calo del livello di inquinamento, ma la realtà che si registra oggi non corrisponderebbe secondo il Ministero a quei dati.
Un’altra fonte che conferma questa non corrispondenza dei dati è quella che misura l’incidenza dei tumori. Mentre in generale in Italia questa mostra una diminuzione a partire dalla fine degli Anni 90, nello stesso periodo comincia a crescere nella sola regione Puglia e precisamente a Taranto.

admin

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