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Mente e corpo: "ingannare" la dieta con la psicologia aiuta a perdere peso

La buona riuscita o meno della dieta è anche una questione psicologica. Anzi, la psicologia c’entra parecchio nel condizionare o meno la nostra fame. Per questo non funzionano le diete estreme, quelle che “vietano” e “impongono”, facendo sentire la persona prigioniera e desiderosa di trasgredire.

Per evitare la trasgressione a volte bisogna concederla. E’ la teoria da cui sono partiti i ricercatori della Pennsylvania State University (USA) mettendo alla prova un gruppo di donne, tutte rigorosamente a dieta. Sono state divise in due gruppi: uno aveva il permesso di “rompere” la dieta una volta al giorno con uno snack appena dolce ma poco calorico; l’altro poteva consumare invece uno snack al cioccolato. In entrambi i gruppi si è avuto un notevole calo di peso (in media 5 kg a testa), anche se persisteva una differenza minima tra il gruppo del cioccolato e quello dello snack leggero.

Ciò dimostra che se la persona si sente “libera di trasgredire”, col benestare dell’autorità che la controlla, vive il tutto con meno ansia e meno stress e anzi, dopo aver provato la trasgressione una o due volte, non la cerca più. Può farne a meno. Al contrario, i divieti e le restrizioni senza via di fuga invogliano la gente a ribellarsi … e nel caso della dieta, la ribellione è mangiare. Mangiare tanto e tutto!

admin

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