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Il paradosso Grecia: malata terminale e immortale

La Grecia in ginocchio per l’ennesima volta sta vivendo giorni di fuoco. Le prosteste di piazza, la crisi, la fame, la disoccupazione e il cappio del debito europeo sempre stretto intorno al collo. In questa situazione drammatica a soffrirne è soprattutto la sanità. Non ci si può più curare.

Ed è ancora una volta la Germania a minacciare la Grecia, anche in questo campo e anche se costretta a sua volta dalla crisi incalzante. Così succede che la casa farmaceutica tedesca Merck, produttrice in tutto il mondo dell’Erbitux (principio attivo, il «cetuximab»),un farmaco importantissimo per i malati di tumore, non rifornisca più gli ospedali ellenici. “Non pagano”, è la giustificazione, “Quindi non possiamo più vendere loro niente. Ma i cittadini greci stiano tranquilli, il medicinale è sempre reperibile nelle farmacie”. Dove purtroppo, però, costa il doppio e non tutti potranno permetterselo.

Nel panorama paradossale di una Grecia che muore di tumore perchè non può più pagarsi le medicine, esiste anche una Grecia che non muore mai! Sull’isoletta di Ikarìa su 10.000 abitanti una buonissima parte sono ultranovantenni, con qualche bravo centenario qua e là. L’isola dell’immortalità vive ancora di latte di capra, foglie di menta, siesta pomeridiana, prodotti della terra e pesca. Un ritmo della vita misurato sulle ore del giorno, lento e rilassato. Si muore anche a Ikarìa, ma di vecchiaia estrema: le malattie cardiache sono sconosciute e così anche il cancro.

admin

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