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Chemioterapia mirata: in Inghilterra, "isolato" un fegato durante la cura con meno danni al paziente

Combattere il cancro senza rischiare di morire per gli effetti della chemio? E’ tutto qui il dilemma, l’obiettivo da raggiungere. Perchè se la chemioterapia è fino ad oggi l’unico mezzo certo per tenere a bada i tumori, esso è anche molto aggressivo e debilita il corpo al punto che spesso i pazienti muoiono per banali infezioni!

Si è parlato tanto di cambiare l’uso della chemioterapia facendola diventare “mirata”. Indirizzandola, cioè, solo al luogo del tumore senza colpire a caso tutto l’organismo. In Inghilterra, al Southampton General Hospital si è passati dalla teoria ai fatti, iniziando la sperimentazione in questo senso. Il primo test è avvenuto su un paziente con cancro al fegato. L’organo è stato “isolato” dal resto del corpo con alcune sondine che si gonfiano nei vasi sanguigni e riducono di moltissimo l’afflusso di sangue.

In tal modo, mentre l’organo in questione subiva per un’ora il bombardamento chemio, pochissime sostanze passavano fuori di esso. In tal modo il farmaco agiva sul fegato malato in modo intensivo, ma allo stesso tempo l’organismo non risentiva dell’avvelenamento collaterale di questo tipo di terapia. Il paziente ha tollerato bene la seduta, senza star male dopo. Se i pazienti si mantengono in forze anche durante la chemio contribuiscono a combattere la malattia, anche psicologicamente.

admin

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