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Palermo, tra scandali mortali e buona sanità

Torna protagonista Palermo, dopo lo scandalo che lo scorso anno ha ucciso una giovane donna (a cui era stata somministrata una dose di chemio terapia tripla rispetto al normale) e che sembrava essere rientrato dopo la chiusura, ispezione e riapertura della struttura sanitaria Giaccone, promettendo “innovazioni all’avanguardia”.

Purtroppo così non è stato per Maria, 48 anni, un tumore intestinale “scambiato” per tumore all’apparato genitale dai medici del Policlinico palermitano. Dopo una inutile asportazione dell’apparato genitale della donna, è seguita una chemio non adatta che ha bombardato organi sani mentre il tumore vero … al colon … proseguiva la sua aggressione fatale. La donna, madre di quattro figli piccoli, è morta una settimana fa e ora il neo assessore alla salute, Lucia Borsellino, pretende una inchiesta dettagliata.

Allo stesso tempo, però, giungono notizie confortanti dal panorama tormentato della sanità del capoluogo siciliano. In un’altra struttura, Villa Sofia, infatti i chirurghi del reparto di Plastica Maxillofacciale hanno salvato la vita al piccolo Antonio, il bimbo aggredito dal cane di casa che gli aveva lacerato parte del cranio. Intervenendo con competenza e tempestività i medici hanno ricostruito quello che potevano e hanno coperto con una membrana protettiva le parti ancora prive di pelle, in attesa di un ulteriore intervento che possa ridare al bambino un aspetto normale e una vita normale, dopo il terribile incubo.

admin

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