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Protesta malati SLA: Borgonovo contro i metodi estremi

La Sclerosi Laterale Amiotrofica è una malattia molto ricorrente tra gli sportivi, soprattutto tra i giocatori di calcio. Lo sa bene un mito come Stefano Borgonovo, oggi 48 anni, ma non molto tempo fa bandiera e bomber del Milan e della Fiorentina. Lui con la SLA convive da quattro anni e non si arrende, nemmeno davanti ai tagli all’assistenza voluti dal Governo.

Continua a combattere, Borgonovo, ma critica la lotta estrema portata avanti dal Comitato 16 Novembre che mercoledì 21 intende portare i propri malati di SLA e altri disabili molto gravi a “lasciarsi morire” in diretta TV, davanti al Ministero dell’Economia. Le loro ragioni sono importanti, perchè i soldi che potevano essere spesi per l’assistenza vanno invece spesi in opere inutili come le armi o il Ponte di Messina… ma i metodi, secondo il grande calciatore, sono sbagliati.

Non solo condanna i metodi estremi che possono rischiare di sacrificare vite umane per niente, ma critica anche il modo di agire del Comitato che si discosta dall’Associazione Italiana Sla, quella ufficiale. “Dobbiamo combattere bene e farlo tutti insieme. In questo modo diventa una guerra tra poveri che rischia di fare davvero delle vittime“, dichiara tramite il macchinario che lo aiuta a parlare. Una lotta che va davvero portata avanti, perchè un malato di SLA non può essere lasciato solo nemmeno per 10 minuti e questi tagli all’assistenza stanno mettendo in grave crisi intere famiglie.

admin

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