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Braille in versione "luminosa": ecco come i ciechi parziali torneranno a vedere

Quando Louis Braille inventò la famosa “scrittura a puntini”, il mondo dei non vedenti cambiò radicalmente. Quei piccoli codici tattili divennero linguaggio universale e permisero a molte persone di tornare a leggere, a scrivere e a comunicare nonostante una vita vissuta nel buio della ciecità.

La tecnologia però sta cercando di forzare l’ennesimo confine e di andare oltre, restituendo ai ciechi la vista. Forse detto così appare un po’ troppo enorme, ma la realtà è in atto e si presenta sotto forma di Argus II“, la retina artificiale sviluppata da un’azienda svizzera e già testata su alcune decine di pazienti. Si tratta di un sistema a elettrodi che permettono la comunicazione “luminosa” tra esterno e interno del cervello. In pratica, permettono a quei non vedenti ancora in grado di percepire la differenza tra luce e ombra di ricevere segnali basati su questa differenza.

Gli elettrodi interpretano i punti Braille come segnali di luci e ombre e in tal modo la retina del non vedente li percepisce e li riconosce, senza bisogno di toccarli. Una trasformazione del codice da punto tattile a punto luminoso, un po’ come il codice Morse applicato alle barche che lo segnalano con i fari. Purtroppo questa bella soluzione funziona solo per un tipo di ciecità o di disturbo specifico, ad esempio la retinite pigmentosa… e non ha effetto alcuno su chi ha la vista totalmente compromessa.

admin

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