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La sanità torna a parlare chiaro e italiano

Da quando l’inglese ha soppiantato il latino, anche negli studi di medicina, la sanità italiana ha cominciato a diventare incomprensibile per i più. Ospedali, cliniche, ambulatori sono pieni di termini inglesi o di sigle (spesso anch’esse riferite a termini inglesi) che confondono i pazienti.

Inoltre, con l’arrivo di tanti immigrati che pian piano si stanno inserendo nel nostro tessuto sociale imparando con difficoltà l’italiano, una sanità che parla inglese o che si nasconde dietro codici è ancora più difficile da accettare. La proposta parte dalla Toscana, ma anche al sud (a Napoli) si sta lavorando per lo stesso obiettivo: riportare l’italiano in corsia!

Al Meyer di Firenze è già una realtà: i nomi dei reparti sono scritti per esteso. Niente più UTIC, ma Unità di Terapia Intensiva Coronarica; Terapia Intensiva Neonatale ha preso il posto dell’anonima scritta TIN, e così via. Inoltre la nursery diventa infermeria, la surgery torna ad essere chirurgia e avanti di questo passo. Anche l’ospedale napoletano Santobono Posillipon sta provvedendo a cambiare le proprie indicazioni in questo senso… e chissà che un giorno non chiameremo la sindrome da immunodeficienza acquisita con la sigla SIDA, dimenticando la vecchia parola inglese AIDS.

admin

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