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Un gene riattiva le cellule pace-maker del cuore. Importante scoperta in USA

Il pace-maker è un piccolo dispositivo a batterie che tramite un cavo consente a un impulso elettrico di giungere al cuore e di regolarne il battito quando questo “perde colpi”. Di solito si inserisce (con un piccolo e rapido intervento) per correggere le aritmie che possono essere più o meno gravi ma sempre debilitanti. Da oggi c’è una possibilità in più…e non è artificiale!

Infatti, al Cedars-Sinai Heart Institute di Los Angeles, è stato messo a punto il primo pace-maker tutto naturale, grazie a un virus modificato e reinserito nel corpo. Il battito del cuore si origina nel nodo seno-atriale (San) della camera alta a destra del cuore, dove sono contenute delle cellule che stimolano elettricamente il muscolo. Quando tali cellule smettono di funzionare si hanno le aritmie. Dunque perchè non provare a ricreare queste cellule, grazie alla ricerca di laboratorio? E’ proprio quello che si è fatto a Los Angeles.

Sugli animali è stato iniettato un gene prelevato da un tipo di virus reso inoffensivo in laboratorio. Si è visto che tale gene, inserito nel cuore, riprogramma le cellule difettose in modo che possano riprendere il loro lavoro di stimolazione cardiaca. Si stanno attendendo i risultati dei test sugli animali per poterli provare sull’uomo. Una scoperta del genere, se funziona, risolverà il problema delle aritmie una volta per sempre, senza dover “cambiare le pile” ogni 5 o 7 anni.

admin

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