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Chi va in pensione "felicemente" vince stress e insonnia

Vecchiaia e insonnia, un binomio che sembra inscindibile in quanto con l’aumentare dell’età e la diminuzione del movimento quotidiano, il corpo sente meno bisogno di dormire e dunque i ritmi del sonno si sballano. Nuovi studi stanno approfondendo questa relazione, inserendo come elemento di misura anche lo stress.

Il risultato è che quando si va in pensione si elimina almeno in parte il problema insonnia. Lo dice in modo particolare uno studio svizzero-tedesco che ha coinvolto ricercatori dell’Università di Basilea e del German Insititute for Economic Research di Berlino e che -dal 1984 fino ad oggi- ha visto protagonisti 14.179 uomini e donne di età compresa tra 18 e 80 anni. L’insonnia insorge tra i 50 e i 60 anni e va peggiorando soprattutto nelle persone che ritardano la pensione o in chi ci va controvoglia.

Chi va in pensione convintamente e con un piano che riempia le proprie giornate, vede calare sensibilmente il problema insonnia tornando a riposare bene come un tempo. La pensione è anche il periodo in cui si accantonano tutti gli stress lavorativi e il ritrovato relax aiuta ancora di più a riposare bene. Il tutto, però, a patto che la pensione sia vissuta bene … con serenità e con determinate idee (volontariato, giardinaggio, viaggi, uscite con gli amici) che permettano comunque di dare un senso alla propria terza età.

admin

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