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Gli USA combattono l'obesità infantile e ottengono i primi risultati

L’obesità infantile è un problema grave e sentito anche da noi. L’incapacità degli educatori di dire con decisione molti “no”, e la estrema libertà regalata ai figli anche in tenera età fa sì che i bambini mangino fuori orario e ingurgitino qualsiasi cosa, inclusi cibi carichi di conservanti e di grassi. E se in Italia l’obesità infantile (preludio di malattie cardiache) è in aumento, in USA è già realtà drammatica.

E’ stato il primo obiettivo che si è posto il governo Obama, appena insediato. Donare una migliore qualità di vita alle future generazioni. Sembra banale detto così, ma combattere l’obesità infantile significa salvare futuri adulti da infarti, ictus e cancro al fegato. E il presidente del “cambiamento” americano c’è riuscito. Ha avviato campagne di informazione e prevenzione ovunque, nelle scuole e presso i centri medici. Sono state cambiare le diete delle mense scolastiche e aggiunti divieti di vendita su alcuni prodotti.

Il risultato è che per la prima volta, in 4 anni, il numero dei bambini obesi ha iniziato a calare invece di aumentare. Significativo l’apporto della signora Michelle, che si è immedesimata nelle madri di tutta l’America e ha parlato loro come se fossero delle amiche, invitandole a controllare l’alimentazione dei figli per il loro bene. I dati lo dicono: nel 2004 i bambini obesi erano il 15,36% del totale mentre nel 2010 sono scesi al 14,94% . Si spera di tornare ai livelli del 1998 (erano il 13,05%) e di scendere ancora di più.

admin

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