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Consapevolezza e accettazione: ecco il primo passo per convivere con l'epilessia

Cosa c’è di peggio di una malattia che ti segna per tutta la vita? L’imbarazzo di viverla, il sentirsi emarginato e deriso per il solo fatto di averla addosso. In gergo si chiama “stigma” e forse è il primo nemico da sconfiggere, prima di vincere il male.

I ricercatori dell’Università HUG di Ginevra (Svizzera) hanno deciso di lanciare l’attacco a questo fattore, prima ancora che alla malattia, nel caso specifico dell’epilessia. L’epilessia si manifesta con crisi improvvise che non sempre il soggetto sa gestire. Le convulsioni, lo svenimento, lo “spettacolo impressionante” causano vergogna, paura e a volte emarginazione. Una emarginazione che spesso viene dallo stesso soggetto malato, prima che dagli altri.

Il metodo applicato in Svizzera sta dando ottimi risultati, con quasi il 90% dei malati in miglioramento. Consiste in una vera terapia psicanalitica che porti alla presa di coscienza del proprio problema e a viverlo senza traumi: informazione sulla malattia, sui sintomi, su come affrontarli; gestione delle crisi; invito alla vita sociale normale, imparando a viverla bene nonostante qualche indubbio limite. Il dialogo costante col medico curante è l’elemento che non deve mai variare e che deve portare più fiducia alla persona, in modo che possa convivere con la propria situazione con un sostegno in più.

admin

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