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Multati dall'Europa per aver ignorato l'allarme veleno nelle acque del Lazio

Fare le cose male, nell’illusione di risparmiare, porta a dover porre COSTOSISSIMI rimedi dopo, quando le magagne vengono allo scoperto. E’ una lezione che l’Italia non ha ancora imparato, nonostante le tantissime multe imposte dalla Comunità Europea su tantissime anomalie che non conoscevamo. Come, ad esempio, l’acqua avvelenata del Lazio.

Un’indagine condotta dalla CE nella regione di cui Roma è capoluogo e capitale ha infatti evidenziato che esistono livelli troppo alti di arsenico nelle acque “potabili” delle case. L’arsenico, come tutti sanno, è un veleno. Assunto in piccolissime quantità non uccide subito, ma avvelena lentamente e può comunque portare a malattie mortali. Analizzando 270 persone in diversi comuni campione, si è visto che l’arsenico è presente nel loro corpo in una misura di tre volte superiore alla media.

Inoltre, in alcune zone specifiche (Anguillara, Lanuvio e Velletri) l’arsenico raggiunge i 20 milligrammi per litro costringendo la gente a usare acqua confezionata per bere ma anche per lavarsi e per l’igiene dei piatti e dei vestiti. La CE non ha perdonato questa grave mancanza e soprattutto l’aver ignorato i tanti richiami di Bruxelles e adesso ha cominciato a sottrarre fondi preziosi (500.000 euro al giorno) dalle cifre destinate all’Italia causando un danno non indifferente al Paese, che deve anche pagare le multe per il cattivo stato delle carceri e le multe per le tasse esagerate!

admin

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