Home » Benessere » Rispettare i tempi del cervello, dopo un trauma commotivo

Rispettare i tempi del cervello, dopo un trauma commotivo

Chi si salva da un incidente, da una caduta, da un trauma sportivo si sente fortunato perchè continua a vivere ma allo stesso tempo vive una vita che non è più la sua. Soprattutto dopo aver subito una commozione cerebrale (con perdita di coscienza o coma) la ripresa è più lunga di quella che tante dicerie e tante scene hollywoodiane lasciano credere.

Ad esempio, l’università dell’Oregon di Eugene, USA, ha studiato la capacità media di ripresa della concentrazione dopo una commozione cerebrale. In modo particolare lo ha fatto nel mondo dello sport, tra gli atleti che sembrano tornare subito in forma fisica e dunque, nell’arco di due o tre mesi, rigettati nella mischia dagli allenatori e dai medici sportivi. In realtà, ha evidenziato questo studio, dopo due mesi da un trauma commotivo l’attenzione e la concentrazione sono ancora molto disturbate. L’atleta potrà correre come prima, dribblare come prima ma distrarsi durante un’azione importante o mancare un lancio facilissimo perchè “trasognato”. Sarebbe opportuno, ribadisce lo studio in questione, che ci sia certezza piena della ripresa di tali funzioni, dopo un trauma. Anche perchè, tornare in attività troppo presto, potrebbe portare a recidive con otto possibilità in più.

admin

x

Guarda anche

Cattive abitudini mettono a rischio salute denti dei piccoli

Cattive abitudini mettono a rischio la salute dei denti dei più piccoli. A causa di ...

Condividi con un amico