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Influenza al massimo, ma nessun allarme per il virus A/H3N2

In poco più di una settimana, il numero delle persone a letto per colpa dell’influenza è raddoppiato. Tutto secondo le previsioni, secondo le quali nel nostro Paese si ammaleranno circa 5 milioni di cittadini prima dell’arrivo della primavera. Adesso sono intorno alle 500.000.

I ceppi virali sono tre, come più volte ribadito, tra cui la mutazione A/H3N2 che in America ha provocato la morte di 20 bambini nel nord-est, ma che, pur nella tragicità della notizia, secondo gli esperti rientra in una casistica “normale” che si registra ogni anno con ogni influenza stagionale. L’eccezionalità del fatto americano è dovuta al registrarsi di questi decessi tutti nella stessa regione, come se in quel punto ci fosse qualcosa di anomalo. Ma non si tratta di anomalia, solo di un caso.

L’Italia non registra nessun allarme di sorta. Nel nostro Paese il virus A/H3N2 ha colpito il 17% dei malati finora registrati ma nessuno sta soffrendo complicazioni tali da far pensare a decessi. Solo una donna di Napoli è morta in seguito all’influenza, ma era già un soggetto a rischio in quanto trapiantata e cardiopatica. Il periodo di incubazione dell’influenza è breve così come è breve l’arco di tempo dell’infezione: un adulto può contagiare fino a 3 giorni dopo aver contratto il virus, mentre i bambini fino a 7 giorni dopo. La peculiarità di questa influenza è di colpire gola e polmoni, con tosse, dolori, infiammazioni e febbre molto alta.

admin

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