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Psicologia: quando il "bullismo" passa dal web

Era tranquillo, mai nessun litigio, mai nessun problema con i compagni“, sono le frasi che ripetono genitori disperati e insegnanti sconcertati ogni volta che un giovanissimo si toglie la vita per colpa del “bullismo”. E magari hanno ragione loro, perchè nella vita quotidiana problemi non ce ne sono … ma ci sono stati sul web.

I social network sono mondi sconosciuti e alienanti, dove annegano sia i ragazzini che gli adulti che dovrebbero seguirli. Molti genitori non conoscono la “vita virtuale” dei figli … quel mondo finto che comunica però sottobanco col mondo vero. E da qui passano casi estremi come le ragazze che si offrono in cambio di favori, come gli approcci e i tradimenti delle prime cotte, come le molestie sessuali e psicologiche. Un fenomeno che quando sfocia nella persecuzione e nella derisione continua si chiama “cyberbullismo”, il bullismo elettronico.

L’errore fatto da molti educatori, finora, è stato cercare i segnali relativi a eventi o situazioni della vita reale, ignorando Facebook, Twitter e simili. Spesso i ragazzi vittime di bullismo non vengono nemmeno sfiorati con un dito, a scuola, ma vengono insultati e derisi e pungolati e terrorizzati con minacce e messaggi inviati tramite queste immense città “sociali” virtuali. Un mondo che psicologi, genitori e insegnanti devono imparare a conoscere e a gestire, insieme ai più piccoli, per poter scoprire le loro paure più profonde.

admin

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