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Walter, il pastore solitario che ha "regalato" il proprio trapianto a un altro

Normalmente nei nostri articoli si affrontano temi scientifici e medici con un certo distacco, con quanta più neutralità possibile, dovuto al fatto che questi argomenti interessano molte persone e non si può sposare una tesi piuttosto che un’altra. Ma quando certe storie rompono la barriera del neutrale costringono a condividere un sentimento, e in questo caso è un sentimento molto raro: la solidarietà umana estrema.

Walter Bevilacqua aveva 68 anni, viveva sulle montagne del Piemonte insieme agli animali che pascolava da una vita. Malato da tempo, era costretto a sottoporsi alla dialisi per sopravvivere, dato che i suoi reni erano andati in tilt da qualche anno. Si era anche convinto a mettersi in lista d’attesa per un trapianto di reni che gli avrebbe ridato una vita libera, come quella che ogni pastore sempre sogna.

Ma al momento della chiamata tanto attesa, Walter ha detto no. Non voleva più il trapianto, non voleva operarsi. Quell’organo prezioso che poteva ridare la vita lo lasciava ad altri. “Io sono un uomo solo, senza famiglia” ha confidato a un amico “Che me ne faccio? Invece c’è qualche padre di figli che se lo merita più di me“. E così è stato. Il suo rene, il suo miracolo è andato altrove. Walter è morto qualche giorno fa, e con lui se n’è andato uno degli ultimi signori, uomini veramente. Un uomo che forse aveva bisogno di un rene nuovo, ma che aveva un cuore prezioso e raro … impossibile da trovare.

admin

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