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Si difende il medico del pallavolista: "Non parlammo di quei sintomi"

E’ di questi giorni la notizia che saranno indagati per omicidio colposo alcuni medici che ebbero in cura il pallavolista trentasettenne Vigor Bovolenta morto in campo durante una partita l’anno scorso. Il giocatore soffriva di una grave patologia cardiaca che avrebbe dovuto determinarne l’esonero. Cosa però mai avvenuta.

Uno dei due medici coinvolti, Maurizio Mambelli di 64 anni (l’altro è il dottor Scarpa, che rilasciò l’idoneità) si difende e dice che mai Bovolenta lamentò quei sintomi particolari di aritmia davanti a lui. “Scopro solo ora che aveva sofferto di una grave aritmia a 12 anni” avrebbe dichiarato il dottore, il quale, se fosse stato informato avrebbe certamente svolto gli esami previsti in questi casi per l’idoneità sportiva… a maggior ragione su un soggetto non più giovanissimo come il pallavolista. Si accusa inoltre la società del Macerata per l’assenza di un defibrillatore in campo, oggetto indispensabile dove si fa sport e dove può sempre verificarsi un arresto cardiaco.
Su tutte si leva la voce della vedova di Bovolenta, anche lei pallavolista e mamma dei suoi 5 figli, la quale chiede giustizia e chiarezza, ma saggiamente “attende la fine delle indagini” prima di esprimersi.

admin

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